Diario della gita in montagna

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Quest'anno, con una grande iniziativa del Comune, si è svolta oltre che la classica gita in montagna per i ragazzi degli istituti scolastici, anche per i ragazzi delle superiori. Tiziano Beretta, che ha accompagnato i ragazzi, ci ha raccontato la loro vacanza.

La partenza è stata da Suno, con il pulmino della scuola. All'arrivo a Goglio hanno subito incontrato la loro guida professionista, Giorgio Sacco, responsabile del soccorso alpino e del 118 della Regione Piemonte. Dopo aver lasciato i bagagli all'albergo Villa Gina hanno subito cominciato la camminata fino all'Alpe Devero e a Campiolo per giungere anche a Code Lago, per un totale di 3 ore di cammino (con le giuste pause). Una volta tornati per il pranzo, la giornata prevedeva di viaggiare fino alle terme di Premia ma, causa neve e strada inagibile, i ragazzi si sono dovuti "accontentare" di tornei di carte, battaglie a palle di neve e divertimento con i bob o le camere ad aria, slittando qua e là insieme agli accompagnatori.

Il secondo giorno si è invece rivelato una giornata stupenda, con un meraviglioso cielo blu senza una nuvola nonostante la grande nevicata del giorno prima. Giornata dedicata alla ciaspolata fino al Monte Cazzuola, che si è rivelata molto impegnativa per i ragazzi. Per compensare la faticata, al pomeriggio Terme di Premia, per un relax totale.

«Le camminate sono state difficili soprattutto per le ragazze perché, con la storia di mantenere la linea, avevano poco carburante (mangiavano poco soprattutto a colazione ndr) quindi spesso erano distrutte.  Appunto perché tutti si lamentavano la guida ha mostrato un filmato da lui realizzato, che ha anche partecipato al festival della montagna di Trento arrivando secondo, che parlava di  un ragazzo focomelico, con una gamba sola, che con molta fatica è riuscito ad arrivare sul margherita e sullo Zermatt , del gruppo monte Rosa. Dopo questo filmato nessuno ha più avuto il coraggio di dire altro. Nonostante le lamentele, però,  fino alle 2 c'era qualcuno che si muoveva per le camere però, ragazze in particolar modo.»

Il terzo giorno gita agli orridi di Urriezzo, con grande spettacolo per i ragazzi che non avevano mai visto ferite della roccia in grado di sparire sottoterra per 40 metri. Il gruppo, dopo aver visitato due chiese particolari, ha fatto ritorno per pranzo e per nuova attività pomeridiana: ricerca con l'ARVA, un dispositivo elettronico che si indossa per attività in montagna fuoripista o escursioni particolari, in grado di inviare un segnale in caso di valanga. Dopo aver seppellito un accompagnatore sotto un metro e mezzo di neve, i ragazzi sono stati divisi in maschi contro femmine per una gara a "trovalo in fretta. Complimenti alle ragazze, che hanno impiegato solo 3 minuti mentre i maschi oltre 4.

«I due anni precedenti sono state una sorta di introduzione alla montagna, con spiegazioni durante le gite e camminate non impegnative: questa è stata quasi una scalata, con una guida meravigliosa che spiegava il comportamento corretto da tenere in montagna, le varie cime intorno, le esperienze, riuscendo a coinvolgere i ragazzi nonostante la stanchezza. I commenti finali dei ragazzi sono stati: ma che vacanza troppo corta!»